venerdì 19 aprile 2013

Horror - Styles a confronto

L'Esorcista
Ok, ok.
Avevo promesso una recensione e invece vi beccate un semplice articolo.
Vorrei fare un parallelismo (un comunissimo e umilissimo parere personale, comunque), tra i film horror a cui eravamo abituati sin dagli anni '80, e la new wave of horror, introdotta in Giappone con film come "Ring" (in America poi rifatto col nome "The Ring"), il quale ne è il capostipite.

Shutter
La prima differenza lampante riguarda sicuramente la complicatezza delle storie. Solitamente, un film horror "all'occidentale" consisteva (uso il passato perché ultimamente anche in occidente è arrivata la new wave) in una storia  ricca sicuramente di suspence ed effetti speciali, ma sostanzialmente semplice. Tanto per citarvi un esempio "importante": film come "L'Esorcista" o "La notte dei morti viventi" giravano attorno ad una trama molto semplice. Nel primo, la piccola Regan si trova a giocare con una tavola oui-ja ed evoca per sbaglio il demone Pazuzu, il divoratore di bambini, che si impossessa di lei. Tutto il resto del film è incentrato sulla crudeltà delle azioni che questo demone opera sul corpo della ragazza e sulla lotta tra lui e Padre Mervin, fino alla sconfitta del male. Nel secondo un virus colpisce i residenti in una ridente cittadina qualsiasi degli Stati Uniti e trasforma i morti in creature mostruose affamate di cervello, il morso dei quali tramuta la vittima in uno di loro. Per tutto il film non si fa altro che scappare da queste creature chiamate Zombie, finché non si finisce per sterminarli tutti e il male viene sconfitto.


Ring
Per par condicio, ora paragono questi due capolavori horror tradizionali ad altri due capolavori horror della new wave: "Ring" e "Ju-On". Rispettivamente riproposti in occidente con i titoli "The Ring" e "The Grudge".
Nel primo un video maledetto trasmesso tramite una videocassetta misteriosa provoca la morte per arresto cardiaco a chi lo guarda nel giro di una settimana.
Le vittime non hanno niente in comune tra loro, se non il fatto di aver guardato questo video esattamente sette giorni prima. La caratteristica che le accomuna tutte è l'espressione di terrore impressa sul volto al momento della morte.
Solo verso metà del film i due protagonisti decidono di guardare il cassetta e ricevono una strana telefonata alla fine del video che li avverte dell'imminenza della loro fine (che avverrà a sette giorni da quel momento).
Dopo una lunga indagine, durante la quale il film arriva a sfiorare il giallo/thriller, si scopre che il video maledetto è stato in realtà impresso su quella pellicola da una bambina con poteri psichici: Sadako Yamamura. La bambina era scansata da tutti e vista come un demone a causa dei suoi poteri e i genitori la rinchiusero per la sua incolumità e quella dei concittadini in soffitta (infatti, tra i poteri, c'era quello di provocare l'arresto cardiaco alle persone che la facevano arrabbiare).
Successivamente, in un momento di follia, il padre uccide la madre e getta lei in un pozzo, chiudendolo con una pietra. La bambina però non muore e tenta di fuggire, non riuscendovi e morendo sette giorni dopo.
L'ultima cosa che ha visto è stato il riflesso del sole dalle fessure della pietra che copriva l'uscita del pozzo. Il riflesso sfocato di quella luce formava un anello: immagine iniziale del video maledetto (da qui il titolo "Ring").

Il rancore provato da Sadako è stato impresso nel nastro della videocassetta maledetta e uccide chiunque lo guardi, è lei stessa a uscire dallo schermo per andare a prelevare l'anima delle persone che uccide provocandone l'arresto cardiaco.
Si scopre infine che l'unico modo per potersi liberare dell'orribile maledizione, è quello di far vedere il video a qualcun altro, per questo uno dei due protagonisti, ovvero la fidanzata del protagonist maschile, non muore. Poiché aveva fatto vedere il video al ragazzo subito dopo averlo visto lei. Ogni person che guarda il video è quindi l'anello di una catena infinita (altra interpretazione del titolo "Ring").

L'altro film che analizzerò in questo parallelismo tra generi, come ho detto prima, è Ju-On (Rancore).
Ju-On
In questo film i veri protagonisti non sono i cosiddetti "buoni", ma i fantasmi e la loro casa.
Infatti, chiunque entri dentro l'abitazione in cui queste persone sono morte, muore o sparisce, sempre in circostanze misteriose. Si dice che la casa sia maledetta.
A farne le spese, da subito, è un'anziana signora, madre di un uomo che viveva col figlio e la nuora proprio in quella casa, nella quale si erano trasferiti da poco.
Durante tutto il corso del film, però, si susseguono vari episodi di morte in cui vari inquilini o visitatori della casa vivono esperienze bizarre e soprannaturali prima di fronteggiare i fantasmi di Kayako Kawamura e del piccolo Toshio Saeki, suo figlio.
A seguito di varie indagini, si arriva a scoprire che la prima famiglia che abitò quella casa fu proprio la famiglia Saeki. Il marito di Kayako, Takeo Saeki, uccide moglie, figlio e gatto in preda a un attacco di gelosia (credeva infatti che la moglie lo avesse tradito anni prima e che il figlio non fosse suo).

Lo spirito del bambino si fonde con lo spirito del gatto dando vita ad un carino quanto inquietante bambino-gatto che spinge le ignare vittime verso la madre. Kayako appare invece come era al momento della sua uccisione: livida, con le ossa rotte e sporca del suo stesso sangue.
Per tutto il film Takeo non si vede.
L'unica superstite (temporanea) della casa viene rinvenuta svenuta accanto al cadavere della prima vecchietta che muore all'inizio del film, per la quale lei stessa faceva da badante. Riesce a vivere altri dieci anni finché non ricomincia a vedere Toshio dappertutto. Attratta da una sua amica insegnante, che le dice di avere dei problemi con un alunno della sua classe che non si presenta mai a scuola, si reca nella casa maledetta, scoprendo che in realtà il bambino in questione era proprio il terribile Toshio.
Alla fine del film lei capisce che Kayako era in realtà una persona molto triste poiché la sua felicità era stata spezzata. Innamorata da adolescente del solito amore impossibile, sposata in seguito con Takeo: il vero uomo della sua vita e madre di un meraviglioso bambino che amava con tutto il cuore. Questa felicità viene troncata improvvisamente dalla gelosia folle del marito, che commette letteralmente una strage, ai danni della sua stessa famiglia.
Nel momento che Rika, la protagonista, comprende il senso di questa tristezza, vede Kayako non più come uno spettro infernale, ma come una semplice donna in cerca di aiuto e comprensione, fino a divenire un tutt'uno con lo spirito. E in quel momento compare il fantasma di Takeo, che la uccide, nello stesso punto dove aveva ucciso la moglie.
E alla fine si scopre che la maledizione del rancore che colpisce una persona che muore di morte violenta si scatena nei luoghi ove questa persona è vissuta, facendo nascere a sua volta una nuova maledizione e che non c'è rimedio a tutto ciò (anche se, nella serie televisiva annessa, un'esorcista trova il metodo, ma poi muore lo stesso perché non riesce a portare a termine l'esorcismo).

Insidious
Come potete vedere, le trame a confronto differiscono di parecchio. Nei primi film che ho citato, tutto gira attorno ad un elemento identificabile e raggirabile. Esiste sempre un'alternativa alla morte e si lotta per trovarla, fino a sconfiggere definitivamente il male.
Inoltre, questi mali sono localizzabili in un punto preciso del mondo e non seguono i protagonisti, perseguitandoli sino alla morte. Regan è una bambina posseduta che viene legata ad un letto e quindi innocua per il mondo, gli Zombie vengono messi in quarantena e, e si sta attenti ai loro morsi, il pericolo è raggirabile. Analogamente e parliamo di vampiri o licantropi, basta trovare un rifugio sicuro e diventano innocui.
I mostri dell'horror occidentale poi, hanno tutti qualche punto debole che, una volta scoperto, li rende vulnerabili. I vampiri non possno camminare alla luce del sole e non sopportano acqua santa e oggetti benedetti, i licantropi diventano mostri solo con la luna piena e possono essere uccisi da una pallottola d'argento, gli zombie muoiono se viene loro fracassata la testa, Freddy Krueger diventa innocuo se non lo temi, lo stesso Pennywise alla fine si rivela essere un alieno battibile come qualsiasi altra creatura, e così via...

Negli horror di stampo asiatico invece, la trama gira attorno alla ricerca di un perché del male che, una volta trovato, sembra dire ai poveri, sprovveduti protagonisti "E adesso che sapete perché sono qui che volete? Ahahahahahaha!". E infatti non esiste un solo film appartenente a questo filone che abbia un lieto fine.
Nightmare
In Ring alla fine la maledizione non scompare, ma viene ripetuta all'infinito finché qualcuno farà vedere il video a qualcun altro, in Ju On si capisce perfettamente che, anche se dovessi bruciare la casa o andare dall'altra parte del mondo, Kayako ti segue perché si impossessa della tua anima mentre sei ancora in vita, quindi dimora dentro di te. E comunque, se non è lei, si tratta dello spirito di qualcun altro morto in quella casa. Proseguendo con altri film del genere troviamo Dark Water, in cui la bambina fantasma alla fine rapisce per sempre la mamma della bambina protagonista, perché aveva anche lei bisogno di una madre, in Shutter (film Thailandese)si scopre che il fantasma della donna che perseguitava il protagonista rimarrà attaccata a lui finché anche lui non morirà, condannandolo a una vita di solitudine in manicomio, nel drama coreano "Soul" le parti cattiva delle anime che usano il corpo della protagonista per vendicarsi la infettano irrimediabilmente fino a farla impazzire e a trasformarla in una sorta di serial killer sovrumana.

Andando avanti, spostandoci in occidente, dove questo genere sta prendendo il sopravvento negli ultimi anni, grazie anche ai vari remake americani dei "grandi classici" giapponesi, troviamo Insidious, The Woman in Black, La Madre, 1921: Il mistero di Rookford, Paranormal Activity, Possession, Rec e tanti altri che non vi sto qui a elencare o recensire perché questo articolo è già abbastanza lungo così (e poi vi farei un mega spoiler che non vi meritate). Posso solo dirvi che non ce n'è uno che finisce bene.

IT
L'ultima differenza che ho notato paragonando i diversi generi è la quantità di effetti speciali e la "mostruosità" dei "cattivi".
Freddy Krueger, Jason, Pennywise, la piccola Regan posseduta da Pazuzu e altri mostri vari, sono rappresentati sempre come mostri spaventosi (solo i vampiri fanno eccezione qui) e quando compaiono sono sempre accompagnati da una serie di effetti speciali notevoli. Forse questo per ovviare al problema della banalità della trama, a volte troppo scontata e sciapa.
Sadako, Kayako, Mitsuko (la bambina fantasma di Dark Water), i vari fantasmi di Soul, Natre (il fantasma di Shutter) e tanti altri spiriti di questi film orientali vengono spesso rappresentati come semplici persone così come apparivano da vive, o in punto di morte. Il massimo degli effetti speciali si riassume in un po' di sangue, lividi, graffi e voce caratterizzata da rantoli e affanni vari.

Pochi effetti speciali e molta suspence. Infatti, mentre nei film "vecchio stile" i mostri compaiono da subito e
Soul
accompagnano i protagonisti per tutta la durata della pellicola, in oriente c'è un'atmosfera di "vedo-non-vedo" che appesantisce notevolmente l'atmosfera, con qualche piccola comparsa (che provoca comunque forti spaventi, pouiché quasi sempre è inaspettata), fino alla rivelazione finale.

Solo recentemente, nei film horror occidentali (quasi sempre di produzione americana o spagnola), che traggono ispirazione da questo genere, si è cominciato a fondere le due tecniche. Per esempio: Samara (versione americana di Sadako) non appare mai nel film, si vede solo per qualche istante, e poi compare alla fine, sottoforma di bambina-zombie. I fantasmi di Insidious, la donna di The Woman in Black, la donna fantasma di "La Madre" e altri, compaiono forse un pochino più spesso, a volte volano, ma non vengono mai raffigurate come mostri eccessivamente spaventosi. Sono molto più simili al fantasma "acqua e sapone (e sangue)" dei film orientali.

Forse questa è la soluzione migliore che vede incrociare i gusti degli amanti dei film vecchio stile, ricchi di effetti speciali, con gli appassionati ai film di nuova generazione, che preferiscono la suspence agli effetti visivi.
Personalmente, io sono tra quelli che preferiscono il "dolce stil novo" (la new wave), ma che non schifano neanche il vecchio stile. Per me questi nuovi film "meticci" sono l'incrocio perfetto tra il vecchio e il nuovo.

Solo una piccola cosa vorrei che cambiasse: fatene finire UNO con un lieto fine...uno solo, non mi sembra di chiedere tanto, no?

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Arrivederci a tutti e al prossimo articolo!

-Rob-